Istituto a custodia attenuata per detenute madri con prole fino a tre anni
Nonostante le molte previsioni normative volte a facilitare percorsi alternativi alla detenzione, alcune madri sono detenute con i propri figli di età inferiore ai a tre anni. Il carcere anche nelle situazioni in cui sono state realizzate sezioni nido, rimane un luogo incompatibile con le esigenze di relazione tra madre e figlio e di un corretto sviluppo psicofisico del bambino stesso.
Pertanto la Provincia di Milano, in accordo con il Ministero della Giustizia, il Ministero dell’Istruzione dell’Università e Ricerca, la Regione Lombardia e il Comune di Milano, ha promosso e sottoscritto una dichiarazione d’intenti e ha messo ha disposizione una palazzina del proprio complesso di viale Piceno a Milano, per allestire una casa a custodia attenuata per 10-12 detenute e i loro figli. L’organizzazione sperimentale di tipo comunitario si avvale dell’ intervento di operatori specializzati nell’area materno-infantile che opereranno all’interno della struttura come supporto alla relazione madre-bambino e all’esterno facilitando l’integrazione con i servizi territoriali.
Si offrono alle donne detenute percorsi personalizzati volti al recupero sociale con un attenzione specifica rivolta a: istruzione, formazione, accompagnamento al lavoro e mediazione linguistica culturale.
La DanzaMovimentoTerapia all'interno dell'Icam:
“Il profumo dei fiori: a ciascun fiore il suo profumo,
la sua risorsa invisibile, la sua voce.”
Da Luglio 2010 presso questo istituto è iniziato un progetto di Danza Terapeutica con e per le mamme detenute in parallelo ad un percorso di Danza Terapeutica per i bambini-figli che abitano la struttura che si concluderà a fine settembre 2010.
Quello che si propone è un percorso creativo e terapeutico, libero da aspettative e tensioni dovute al raggiungimento di un “risultato finale”.
La DanzaTerapeutica non obbliga ad imparare posizioni o movimenti precisi ma vede protagonisti elementi come la sensibilità personale. Attraverso il “canale” movimento, inteso come forma di comunicazione semplice ed immediata, si possono così aprire insospettati spazi d’espressione.
Da sottolineare è senz’altro la non pretesa di “curare” ma, semmai, di accompagnare ciascuno all’incontro con le proprie possibilità e con i propri limiti. Sottolineiamo inoltre la qualità “non invasiva” della DMT che tiene conto dei tempi (diversi per ognuno) e del rispetto del “territorio individuale”.
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