Numero di ore: 40
“Se noi comprendiamo i vari modi in cui la forza agisce nei nostri corpi e le varie sequenze che questa mette in moto, sappiamo qualcosa su noi stessi, perché noi tutti, come organismo, seguiamo le stesse leggi.” (Doris Humphrey Collection – Fascicolo M-66).
L’approfondimento pratico e teorico in danza contemporanea, nell’ambito della formazione in DMT, fa riferimento ai principi di base ed alla filosofia di Doris Humphrey e Josè Limòn; secondo la loro tecnica, il danzatore impara a pensare al movimento in termini di allineamento, successione, opposizione, potenziale ed energia cinetica, uso del peso, caduta e recupero (fall and recovery), rimbalzo e sospensione; tutto ciò contribuisce a rendere il movimento libero, ampio e apparentemente senza sforzo.
Ogni singolo elemento viene affrontato come esperienza di vita fondamentale e in seguito sotto forma di movimento artistico (v. “La tecnica di danza di D. Humphrey” di E. Stodelle), al fine di comprendere e conoscere la danza come vera espressione di vita e di emozioni vissute quotidianamente.
L’approfondimento dei fondamenti della tecnica di Danza Contemporanea è inteso come lavoro di ricerca del terapeuta di una personale centratura. Lo studio del movimento in relazione a Spazio, Tempo ed Energia permette di accrescere nel danzatore la consapevolezza del proprio corpo nello spazio (propriocezione) e favorisce una conseguente apertura all’incontro con l’altro.
La ricerca dell’allineamento del corpo nell’immobilità consente di sviluppare una profonda capacità di ascolto di sé e dello spazio circostante: il danzatore e DMT che impara a considerare le singole parti del corpo in relazione alle altre, agisce innanzitutto come un ponte con se stesso per divenire successivamente e nel contempo un ponte per l’altro.
Il corso di Danza Contemporanea nell’ambito della formazione in DMT offre, oltre allo studio della tecnica di base, la possibilità di approfondire materie come improvvisazione (e reinterpretazione qualitativa delle sequenze) e composizione coreografica, anche in
rapporto alla musica: qualità, ritmo e melodia appropriate allo studio delle sequenze. Queste ultime sono intese come studio emotivo (v. “The art of making dances” di D. Humphrey): si utilizza la danza come mezzo per creare una valorizzazione in senso espressivo degli studi sull’analisi e osservazione del movimento.
Il danzatore è così in grado di scoprire un diverso utilizzo di forza ed energia che divengono elementi creativi in se stessi, volti a stimolare la sensibilità espressiva, che diviene artistica per l’artista/terapeuta e che costituisce un fattore di notevole valenza terapeutica.








